Che cosa è la meditazione?

Il termine della meditazione è ben conosciuto, ma ci sono vari concetti sulla pratica ed esistono tante rappresentazioni in proprie. Questo è perché ci sono molte diverse forme di meditazione.

Il modo più diffuso di meditazione deriva dall’Oriente e mira ad arrivare alla quiete mentale nella quale i pensieri tacciono. Indirizzando l’attenzione sul respiro, sul corpo o le emozioni, un mantra o un oggetto, si aspira alla quiete ed alla vacuità interiore, come avviene nella Meditazione Zen. Nella Meditazione della Candela, i pensieri e la mente inquieta vengono calmati, affinché la meditazione, come forma di ampiezza, possa avvenire. Nella meditazione Vipassana la mente dovrebbe ritrovare la calma, l’ego cioè l’io dovrebbe essere portato a sparire in modo che l’illuminazione possa verificarsi. Nella Meditazione Trascendentale, l’obiettivo è quello di ottenere, tramite le pratiche sopra descritte, una coscienza cosmica.

Nella pratica di meditazione qui presentata, i pensieri non devono essere messi a tacere, perché la meditazione viene intesa come attività, intenta a far sbocciare pensieri spirituali essenziali. Il pensare in questo contesto è una forza d’anima fondamentale degli esseri umani, che può essere educata verso una conoscenza spirituale. La pratica della meditazione si basa sulla comprensione che i pensieri sono esseri spirituali che portano in sé, una forza.

Nella meditazione, quindi, un contenuto o un pensiero concreto, viene messo nell’attenzione e rappresentato nella mente. Se basiamo la pratica sul desiderio di esplorare un pensiero per lo sviluppo del mondo e del cosmo, edificandolo nella rappresentazione mentale, si realizzerà col tempo e irradierà come forza reale, sia sul praticante stesso, sia sulle persone intorno a lui.

Questa pratica di meditazione è un elemento dello Nuova Volontà Yoga, in cui sono descritte in modo molto esteso, le possibilità dello sviluppo dell’Io e dello sviluppo delle forze creatrici dell’uomo, riguardo diversi ambiti della vita.